Massimo Donà – “SUL MITO DI DIONISO” – FIRST PART, trumpet (Novembre Arred.), Copertino LECCE

Il 14 ottobre del 2017, in una bellissima serata salentina, Massimo Donà ha tenuto una lezione-spettacolo presso l’azienda di arredamenti NOVEMBRE, a COPERTINO in provincia di Lecce. Invitato dal titolare dell’azienda e dal caro amico Luca Nolasco, dell’Università di LECCE, Massimo Donà si è proposto nella doppia veste di filosofo e di musicista. La serata, dedicata ad una rilettura del MITO DI DIONISO, inizia con questa prima parte, in cui Donà si esibisce con la sua tromba.

riprese e montaggio:  Gianluca Guida

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Muri a secco

MURI A SECCO di Wilma Vedruccio
La casa del sale, Storie di un altro Salento, Edizioni Kurumuny, 2013
musica: Gillicuddy / Porthglaze Cove
riprese e montaggio: Carlo Mazzotta

Avete mai osservato un muro a secco ferito? Le pietre, squarciato il loro ordine antico, lasciano vedere la loro originaria natura, la loro giovinezza di calcare appena dissepolto. Color ocra, a volte un po’ sanguigno. Vedi il colore del tempo, puoi misurare il tempo se metti a confronto le due facce di una sola pietra. All’esterno è scura, severa nel colore, lavata da ogni impurità, asciutta, scarna e un po’ rugosa. La pioggia degli anni, ere di solleone e i venti di ogni direzione l’hanno resa tale. Nelle sue pieghe trovano rifugio e protezione esseri da nulla, per i quali la pietra è reggia: chiocciole, muschi a volte, minuscole piantine. Allineata alle altre sue pari, avanguardia contro invasioni, soprusi, cedimenti, in difesa del terreno contro dimenticanze e contaminazioni. L’altra faccia della pietra è un po’ sorpresa. Sorpresa di ritrovarsi allo scoperto, in faccia al sole, nuda, piena d’impurità, ricoperta di terra insieme a una minutaglia di sassi senza storia, messi lì solo per riempire lo spazio fra una pietra portante e l’altra, che sembrano dire: “Tocca a noi? E’ il nostro turno? Lasciateci fare, finalmente”. Giovani le pietre all’interno dei muri a secco, grasse e un po’ corrotte. Baldanzose, piene di speranza. E ignare. Fuori, nobili le pietre nell’aspetto e fiere di aver sfidato l’acqua e il vento, gli assalti barbari d’ogni natura. Le singole pietre dei muri di campagna, schierate in battaglioni, resistono ancora, fedeli soldati, alla guerra del tempo e di tutti i suoi alleati. Inni di pietra al cielo, le pietre dei muri a secco.

NIZAR QABBANI – L’indovina – Nabil Salameh (Radiodervish) e Massimo Colazzo – Live in Studio

“L’indovina” è tra le poesie più evocative di Nizar Qabbani, poeta siriano del Novecento fra i più importanti del mondo arabo.

Tratta dall’antologia “Le mie poesie più belle”, raccolta poetica tradotta dall’arabo da Nabil Salameh e Silvia Moresi e edita da Jouvence 2016 – ISBN: 9788878015333

Insieme ad altre poesie nella performance DISEGNARE CON LE PAROLE- reading artistico ideato da Nabil Bey (Nabil Salameh) e Massimo Colazzo con la collaborazione di Carlo Mazzotta.
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NIZAR QABBANI – Lettera Da Sotto Il Mare – Nabil Salameh (Radiodervish) e Massimo Colazzo

“Lettera da sotto il mare” è una delle più celebri poesie di Nizar Qabbani, poeta siriano del Novecento fra i più importanti del mondo arabo.

Tratta dall’antologia “Le mie poesie più belle”, raccolta poetica tradotta dall’arabo da Nabil Salameh e Silvia Moresi e edita da Jouvence 2016 – ISBN: 9788878015333

Voce recitante in arabo: Nabil Salameh
Voce recitante in italiano: Massimo Colazzo
Riprese e montaggio video: Carlo Mazzotta
Brano: Asfar – Trio Joubran
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